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Tutto sulle tipologie di pittura.

Bereníkē in greco antico definiva l’albero resinoso dal quale veniva estratto il principale elemento delle pitture. Da qui il termine vernice. Ma cosa intendiamo per “vernice”? In realtà questa parola indica solo uno degli infiniti prodotti che troviamo in commercio. Vediamo le differenze nel dettaglio.

Idropittura o pittura lavabile

Si tratta di una pittura di uso comune, soprattutto per lavorare su grandi superfici interne , come le pareti. Presenta i vantaggi di essere atossica e traspirante ma, per quanto il nome possa trarre in inganno, questa è una pittura lavabile solo in parte ed eseguendo delle attenzioni, in particolare utilizzando un metodo di lavaggio a secco, cioè senza l’utilizzo di spugne imbevute di acqua e prodotti per la pulizia. Inoltre questo tipo di pittura, se scelta di qualità mediocre , tende ad ingiallire e a perdere la sua originale brillantezza. Se decidiamo di utilizzare questo tipo di pittura per il legno ricordiamo che una volta finito dobbiamo ASSOLUTAMENTE rifinire con uno strato di protezione perchè la pittura lavabile si rovina facilmente se utilizzata sui mobili. Allo stesso tempo è la scelta ideale se decidiamo di creare su un mobile un effetto shabby (che approfondiremo). Personalmente utilizzo la pittura lavabile solo per le pareti.

Pittura traspirante e antimuffa

Piccole microsfere di vetro consentono a questa tipologia di pittura di evitare gli sbalzi termici negli ambienti in cui è possibile che si crei un effetto condensa, come in cucina o in bagno. Sono prodotti ottimi per evitare la formazione di muffa poichè contengono anche anche una parte di antibatterico. Se si vuole dare un tocco di colore alla parete trattata è possibile dare una mano di vernice una volta passato il primo strato di traspirante.

Pittura a tempera

Economica e versatile, la utilizziamo per gli interni e per i lavori più piccoli in quanto ha una durata inferiore rispetto alle altre. Non è lavabile, non è resistente all’acqua e favorisce il proliferarsi di muffa, quindi vivamente sconsigliata per i lavori alle pareti. Tra tutte le pitture è quella che preferisco per stendibilità. Si lavora benissimo sia con il pennello che con il rullo.

Pittura acrilica

Il più grande difetto di questo tipo di pittura è il suo odore intenso e fastidioso, quasi da sconsigliarne l’utilizzo in ambienti chiusi. Il vantaggio , però, è che può essere utilizzata anche per esterni ed è adattabile a tutti i materiali (intonaco,metallo, legno).

Smalto

A mio parere è il prodotto ideale per il legno . Intanto non ha bisogno di grande preparazione o rifinitura, poi ha un ottimo effetto coprente che permette, rispetto agli altri tipi di pittura, di dimezzare il tempo impiegato nel proprio progetto. Con lo smalto possiamo ottenere un bellissimo effetto anche alle pareti poichè le rende lucide e lavabili. Ottimo, dunque, scegliere lo smalto per rivestire la facciata delle pareti della cucina o una parete della cameretta dei bimbi che sappiamo sarà esposta a ditate e pennarelli . La categoria “smalti” è un mondo infinito perchè ne troviamo di mille tipi: opachi, satinati , per interni , per esterni. E’ un prodotto finito, quindi non richiede particolare attenzione al fondo o al protettivo.

Tutte le pitture, ad eccezione della traspirante, le possiamo trovare in diverse composizioni e possiamo sceglierne l’effetto. Esiste una scala di valori, la cui unità di misura è il Gloss, grazie alla quale possiamo individuare se una pittura è più lucida o più opaca:

  • Lucido gloss ≥ 60;
  • Satinato gloss <60 e ≥10;
  • Opaco gloss <10;
  • Superopaco gloss <5.

Ognuna di queste categorie verrà approfondita singolarmente con degli esempi pratici di utilizzo.

Il modo migliore per scoprire il prodotto giusto è provarlo.

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